Il calabrone, nome scientifico Vespa crabro, è un insetto che appartiene alla famiglia dei Vespidi, appartenente all’ordine degli Imenotteri. Spesso ed erroneamente il calabrone viene confuso con il bombo, del quale invece si ciba: i calabroni infatti sono carnivori e si cibano anche di insetti molto simili a loro, come api e vespe. Il calabrone è noto soprattutto per la sua abilità nel costruire grandi nidi di carta, masticando e riutilizzando grandi quantità di fibre vegetali. Questo insetto è considerato nocivo, in realtà, nutrendosi di altri insetti, anche infestanti, è molto importante per l’equilibrio dell’ecosistema. Per questo in alcune nazioni, come per esempio la Germania, il calabrone è diventato una specie protetta: in questo paese incendiare un nido di calabroni vuol dire incorrere in una multa molto salata. Durante l’apice della stagione una colonia di calabroni arriva acatturare fino a mezzo chilo di insetti al giorno.

Habitat e distribuzione del calabrone

Il calabrone è un insetto originario del continente asiatico, ma è molto diffuso anche in molti paesi dell’Africa e dell’Europa: questo insetto è presente anche nel Nord America, dove è stato importato accidentalmente dall’uomo. Di calabrone sono state individuate ben 9 sottospecie: in Europa e in Italia è diffusa solamente la sottospecie chiamata calabrone germano. Il calabrone predilige per la sua esistenza aree a media quota nelle vicinanze di boschi di latifoglie, ma si adatta molto bene anche alle aree di campagna ed a quelle suburbane, sempre però che siano presenti vaste zone alberate.

Caratteristiche del calabrone e pericolosità delle punture

L’insetto adulto è di colore marrone tendente al rossiccio, con macchie e strisce gialle presenti soprattutto nella zona inferiore del corpo: mentre la femmina può raggiungere anche la lunghezza di 5 centimetri, i maschi solitamente arrivano al massimo ad una lunghezza di 2,5 centimetri. Il nido di carta costruito dal calabrone, attraverso la masticazione di fibre di legno, è generalmente di forma ovale e può contenere una colonia di 300/500 insetti. E’ solo la femmina ad essere munita di pungiglione, che può raggiungere anche la lunghezza di vari millimetri: il pungiglione è collegato ad una sacca che si trova all’interno del corpo e che contiene il veleno pronto ad essere inoculato in occasione della puntura.

La tossicità del veleno del calabrone può essere paragonato a quello della vipera, ma, vista la quantità irrisoria che viene inoculata con una puntura, generalmente nell’uomo non causa gravi danni. Il problema subentra se a pungere lo stesso individuo sono tanti insetti: nel calabrone, a differenza dell’ape, il pungiglione è retrattile, non resta conficcato nella pelle e può essere usato per pungere parecchie volte. Il calabrone può costituire una minaccia per gli individui allergici, nei quali il veleno inoculato con una puntura può scatenare reazioni anafilattiche anche mortali. Per fortuna,difficilmente il calabrone attacca l’essere umano, solo nei casi in cui esista un pericolo per il suo nido.

Ciclo vitale, alimentazione e riproduzione del calabrone

Il calabrone è un insetto che trascorre l’inverno in ibernazione: la regina di solito sceglie un albero in decomposizione e va in letargo, dopo essersi nutrita abbondantemente ed essere stata fecondata. In primavera la regina si risveglia dal lungo sonno, individua un luogo riparato, inizia a costruire le prime cellette e depone le uova. In questa prima fase è la regina stessa a prendersi cura delle larve e dell’espansione del nido. Nel giro di un mese le larve crescono, subiscono la metamorfosi e si trasformano in calabroni adulti, tutte femmine, sterili e più piccole della regina, chiamate operaie:d’ora in avanti saranno loro a compiere tutte le operazioni, compreso nutrire la regina che continuerà a deporre le uova.

La grandezza massima del nido si raggiunge in piena estate: il nido, nonostante abbia la consistenza della carta, è molto robusto e resistente e generalmente assume una forma ovale, allungata nella parte inferiore. Il nido di una colonia di calabroni può raggiungere unalunghezza massima di 60 centimetri. Il calabrone è un insetto diurno, ma non è difficile vedere una frenetica attività dentro il nido anche nelle ore notturne, soprattutto all’inizio dell’estate.

Le ultime covate della regina sono costituite solamente da individui maschi e da femmine feconde, che non partecipano alla costruzione del nido, ma si dedicano solamente all’accoppiamento: all’inizio dell’autunno la vecchia regina, le operaie ed i maschi muoiono, rimangono solamente le nuove regine fecondate che dopo aver trascorso l’inverno in letargo, si dedicheranno alla costruzione di un nuovo nido ed alla deposizione delle uova. Generalmente le nuove regine cercano nuovi luoghi per passare l’inverno, ma non capita di rado che una di esse scelga di svernare all’interno del vecchio nido. Il calabrone adulto non è carnivoro, si nutre infatti di alimenti prettamente zuccherini, come il nettare dei fiori e la frutta molto matura. Sono la regina e le larve ad essere nutrite con prede vive, generalmente di insetti come mosche, zanzare, vespe, api, di larve, ma anche di cavallette e di piccoli bruchi.